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L’acne rappresenta una delle infiammazioni più universali al mondo con la quale tutti, prima o poi, abbiamo avuto a che fare nel corso della vita.

A volte anche un unico foruncolo basta e avanza per sentirsi deturpati e osservati da tutti, solo e in quell’unico punto.
Ma qual’è il comune denominatore tra tutte le forme acneiche conosciute? Sappiamo che, indipendentemente dalla forma batterica coinvolta, l’eccesso di produzione sebacea rappresenta la condizione base per l’insorgenza di uno degli inestetismi in assoluto più odiati dai teenagers di tutto il mondo, e non solo.
Ma perché la ghiandola sebacea produce più sebo e che cosa la mette in funzione? Ecco che per spiegarlo entra in gioco il secondo protagonista della malattia: il testosterone e tutto il gruppo degli ormoni androgeni.

Tali ormoni, caratteristici degli uomini ma prodotti anche dalle donne, fanno la loro comparsa durante l’adolescenza, in coincidenza con lo sviluppo sessuale. E’ questo il motivo per cui l’acne non è mai presente nei bambini, o lo è solo in casi eccezionali. Questi due fattori però non bastano da soli a spiegare l’insorgenza di questa patologia. Infatti, pur essendo l’acne frequentissima tra i 13 ed i 20 anni circa, non coinvolge l’intera popolazione compresa in questa fascia d’età. Si ritiene pertanto che i fattori genetici legati all’ereditarietà di ciascuno, possano dare un contributo importante in tal senso, probabilmente rendendo più o meno sensibili le ghiandole sebacee all’azione del testosterone.

COME SI CURA
Risparmierei i particolari sul come si manifesta e cercherei di approfondire meglio cosa è possibile fare per contrastare gli effetti deturpanti di questo fenomeno, sia dal punto di vista preventivo che dal punto di vista curativo soprattutto degli esiti invalidanti che l’acne può lasciare sulla pelle.
Da un punto di vista preventivo la priorità è gestire l’ipersecrezione sebacea al fine di contenere le manifestazioni acneiche. Parole come “gestire” e “contenere” fanno giustamente pensare a trattamenti che devono protrarsi nel tempo, in quanto è impensabile risolvere il problema acne con un unico e limitato trattamento, almeno fino a quando la produzione androgena non si assesterà su valori utili ad impedire l’eccesso di secrezione sebacea. Un rimedio relativamente semplice consiste nel sostenere un peeling chimico con vari tipi di acidi (salicilico, glicolico, tricloroacetico, cogico etc.) , in un unica formulazione o abbinati tra di loro a concentrazioni non particolarmente aggressive.
L’azione dell’acido, oltre a generare una pulizia profonda, esfoliando lo strato corneo e normalizzando temporaneamente la produzione sebacea, consente di stimolare la formazione di nuovo collagene da parte dei fibroblasti e di aumentare il tono e l’elasticità della pelle rendendo un po meno visibili gli effetti dell’acne. Il peeling andrebbe ripetuto almeno ogni due settimane per consentire un buon turn-over cellulare evitando eccessive stratificazioni dello strato corneo della nostra pelle e di conseguenza il rischio che i pori possano ulteriormente saturarsi di sebo e di cellule di sfaldamento.
A volte l’idea di esporre al sole o all’azione di lampade UV l’acne o i suoi esiti, non ripaga mai con buoni risultati. Anche se l’azione germicida dei raggi UV e il camuffamento degli inestetismi cutanei ad opera della melanina, sembrano calmare un po la situazione, esporre anche il più piccolo processo infiammatorio all’azione del sole, aumenta il rischio di pigmentare in maniera anomala la nostra pelle generando discromie che aggravano ulteriormente l’aspetto cutaneo già gravemente deturpato.

E che dire di quell’impulso quasi ossessivo e compulsivo che ci spinge davanti allo specchio a manipolare e a strizzare la nostra pelle come un limone? Quante volte abbiamo sentito i nostri genitori rimproverarci di non toccare i brufoli e di lasciarli stare? E’ vero anche che non è piacevolissimo intrattenere la nostra vita sociale sapendo di aver da qualche parte nel viso qualche comedone pronto a scoppiare!

In linea di massima non sarebbe corretto manipolare troppo la pelle acneica. Purtroppo la stragrande maggioranza degli esiti cicatriziali post acneici sono dovuti proprio a manipolazioni smodate che alla lunga lasciano dietro di se un vero e proprio campo di battaglia. Sapendo che non saranno queste poche righe a far desistere le vostre pulsioni manipolatorie vi chiediamo pertanto di seguire queste semplici e poche regole che dovrete metodicamente adottare ogni volta (il meno possibile) che manipolate e strizzate i vostri brufoli:

  • Lavarsi bene le mani! Il che vuol dire insaponare e strofinare bene tutti gli spazi interdigitali e ungueali aiutandosi se possibile con uno spazzolino dedicato a questa funzione (costa meno di un euro) per almeno 40/60 secondi. Anche se può sembrare eccessivo, un lavaggio definito “sociale” di un minuto con acqua e sapone consente una rimozione della componente batterica transitoria cutanea del 90%.
  • Disinfettare con cura la parte da “trattare” con un disinfettante a base di cloro tipo Amukina oppure a base di iodio, tipo iodopovidone, o di clorexidina e lasciare agire il disinfettante per almeno un minuto.
  • Non schiacciate troppo! Se esce qualche cosa bene altrimenti lasciate perdere! Non ne vale la pena, rischiate solo di deturparvi!
  • Al termine dell’operazione disinfettate ulteriormente, gettate i batuffoli di cotone nel cestino e rilavatevi le mani.

Due parole sulla dieta:
Vissuti per anni con l’assioma che il cioccolato, il salame e le patatine fritte fossero una causa importante per l’insorgenza dell’acne, pare ora che tali alimenti siano stati ampiamente riabilitati, anche se una correlazione tra alimentazione e disturbi cutanei di questo tipo continua ad essere sostenuta.
In particolare, le ricerche più accreditate in materia dimostrano che un’alimentazione ricca di cibi ad alto indice glicemico può favorire la comparsa dell’acne. Se consumati in eccesso, bibite zuccherate, yogurt e succhi di frutta addolciti con quantità industriali di saccarosio, pane bianco, prodotti di pasticceria e dolciumi vari, alzano i livelli di insulina, che a sua volta aumenta la sintesi di IGF-1 (fattore di crescita insulino-simile) ed androgeni, stimolando la produzione cutanea di sebo.

Concludendo, anche se le forme più gravi di acne possono essere curate con successo, a volte rimangono i segni del suo passaggio. Cicatrici, macchie e dilatazioni capillari rappresentano la forma più evidente di una manifestazione acneica curata e gestita male. Le luci, laser e pulsate, di lunghezza d’onda variabili in base al tipo di bersaglio da colpire, consentono di ripristinare il colorito cutaneo naturale uniformando l’incarnato e consentendo agli strati più profondi nella nostra pelle di generare nuovo collagene e fibre elastiche, levigando e migliorando di conseguenza il turgore cutaneo.

Questa pagina ha solo uno scopo divulgativo e non può sostituire la visita e il colloquio informativo che ne deriva: leggi le avvertenze

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