I finestrini delle auto proteggono poco dai raggi UVA

16 Maggio 2016
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I finestrini delle auto proteggono poco dai raggi UVA, con il rischio di causare cataratta e neoplasie cutanee

Mentre i parabrezza delle automobili sono in genere schermati, i finestrini non lo sono abbastanza. I risultati della misurazione spiegano almeno in parte l’aumento del tasso di cataratta all’occhio sinistro e di tumore alla pelle alla parte sinistra del viso

di Cristina Marrone

L’immagine di un uomo che per 28 anni ha fatto il camionista: la parte sinistra del volto sembra più vecchia. L’immagine è stata pubblicata sul New England Journal of Medicine nel 2012

Chi viaggia in automobile molto probabilmente non pensa ai raggi ultravioletti che potrebbero filtrare dai finestrini. Semmai ci si infastidisce un po’ per il calore del sole, ma basta accendere l’aria condizionata per limitare il disagio. Ma la climatizzazione non ci difende dai raggi UVA, che possono passare anche attraverso i vetri. Del resto i pericoli del sole e soprattutto i danni causati dai suoi raggi erano già emersi nel 2012 con l’immagine choc di un uomo di 69 anni che per 28 aveva fatto il camionista: la parte sinistra del suo volto sembrava molto più vecchia perché essendo quella lato finestrino per anni era rimasta molto più esposta al sole nelle ore in cui l’uomo era al volante. Il caso era stato studiato da scienziati della Northwestern University di Chicago e pubblicato sul New England Journal of Medicine. L’esame della pelle evidenziò che il camionista ormai in pensione era affetto da «dermatoheliosis», ovvero invecchiamento precoce della pelle causato dall’esposizione cronica ai raggi UVA, che provocano l’ispessimento e l’increspatura della cute e la distruzione delle fibre elastiche.

Parabrezza e finestrini laterali
Ora un nuovo studio mette in guardia sui pericoli che possono derivare dal fatto che i finestrini delle automobili non sarebbero sufficientemente protettivi, come emerge da misurazioni condotte da ricercatori californiani. L’analisi del livello di protezione dai raggi UVA fatta sui vetri del parabrezza anteriore e sui finestrini laterali delle automobili ha dimostrato infatti che la schermatura è piuttosto elevata mentre risulta bassa e molto variabile sui finestrini laterali. Risultati questi che possono spiegare almeno in parte l’aumento del tasso di cataratta all’occhio sinistro e di tumore alla pelle del lato sinistro del viso. I raggi A ultravioletti sono infatti legati a un aumento del rischio di formazione della cataratta e di tumore alla pelle.

Le valutazioni
Dalle misurazioni sembrerebbe proprio che negli Stati Uniti il livello di schermatura dai raggi UVA nelle automobili di diverse marche e modelli è per lo più sconosciuto. Brian Boxer Wachler, medico del Boxer Wachler Vision Institute a Beverly Hills, in California ha infatti misurato il livello di radiazioni UVA nell’ambiente esterno, dietro al parabrezza anteriore dell’auto e dietro il finestrino del conducente in 29 automobili di 15 diverse case automobilistiche. L’anno di costruzione variava tra il 1990 e il 2014, con una media di fabbricazione al 2010. I ricercatori hanno scoperto che la percentuale media di protezione dai raggi UVA lungo il parabrezza era del 96%, di gran lunga superiore alla percentuale di protezione dei finestrini laterali che risultava essere del 71% . Un elevato livello di schermatura dai raggi UVA (sopra il 90%) è stato riscontrato solo in quattro automobili su 29. Brian Boxer Wachler ha quindi raccomandato: «Chi produce automobili deve tenere in considerazione anche l’aspetto dei vetri e incrementare la protezione nei finestrini laterali delle automobili per limitare al massimo i danni provocati dai raggi UVA» .

Raggi UVA e UVB
I raggi ultravioletti sono divisi in UVC, UVB e UVA. Gli UVC non arrivano alla superfice terrestre, gli UVB sono più energetici degli UVA e quindi più capaci di provocare mutazioni nel Dna nelle cellule cutanee rispetto a questi ultimi (gli UVB sono anche i responsabili delle scottatura). Mentre però i raggi UVB sono filtrati dalla ozonosfera gli UVA sono trattenuti molto meno da questa barriera e arrivano più in profondità nella pelle (fino al cosiddetto derma) e filtrano anche dal finestrino. Sono quindi responsabili del danneggiamento alle fibre collagene ed elastiche della cute. Per questo sono i maggiori responsabili dell’invecchiamento cutaneo. Gli UVA, inoltre, pur meno energetici deli UVB, sono ormai ritenuti implicati nella genesi di alcuni tumori cutanei, fra cui il melanoma.

→ Fonte: Corriere della sera

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